Saturday, January 09, 2010

Spedìta

Tu sai come si cresce?
Mi chiede lei
che va per gli otto
spedita, va
mi chiede
dopo un gelato da due euro
e cinquanta
una cosa enorme
triplogusto
doppiapanna
mi chiede
come chiedono solo
le donne che vanno
per gli otto
-spedite, vanno.
Perché? -le chiedo.
Che bisogno hai
di crescere ora?
-le chiedo-
Che bisogno c'è?
E lei
altrettanto spedita
come quelle parole
che mandi alle undici
di sera
senza troppo ripensarci
perché altrimenti
se le mangerebbe
la tua bulimica
tendenza alla nostalgia,
lei, dicevo,
altrettanto spedita
mi risponde
come fossi un alieno
a cui insegnare l'abbiccì
delle cose terrestri
tipo manica, maniglia, soprammobile
mi risponde che
a crescere si cresce
comunque
dice proprio così:
'comunque'
e a me si stringe il cuore
per quel comunque
come una rassegnazione
come una constatazione
nient'affatto amichevole
e continua:
visto che si cresce, comunque
mi chiede
tu sai dirmi come?
Come si fa?
le chiedo
provando a prendere tempo
con l'ignoranza dei miei
stessi segreti
Come si fa?
No. Lei va spedita per gli otto
e come solo tutte le donne
che van spedite per gli otto
dice solo: come.
Come si cresce?
Lo sai o no?
(Fai bene a spazientirti,
penso: fai bene. Avrai tempo
per le risposte stiracchiate
che mascherano l'assenza
di un'opinione. Di un'emozione.
Fai bene, penso)
Vorrei mi venisse in mente
una di quelle frasi
che poi te le rigiri
e ci ricavi delle morali
una di quelle frasi
che te le segni nell'agenda
e le ritrovi in ritardo
e dici: ecco com'era.
Lei siccome va per gli otto
spedita, va
non disancora lo sguardo
sa che io so
che non so troppo bene
e non molla
perché deve avere risposta
come si cresce:
questa cosa, si capisce,
la ossessiona
come solo una donna
che va per gli otto
-spedita-
certe volte
si impunta.
Io aspetto un secondo
di troppo
aspetto appena troppo
più del limite
consentito
lei sta
per andar via
c'è una scarica
nel ginocchio
una cosa che ho imparato
a riconscere
ne so di cose
ma niente che
potrei spiegarle io
io a insegnare
non son buono.
Fa un giro
una rotazione
-spedita-
sulle punte
delle scarpe;
fa un giro
con gli occhi
che non girano
-però-
e mi dice
"Almeno offrimi
un altro gelato
almeno"
Mi stringe il cuore
come per il 'comunque'.
'Almeno'.
"Posso chiedertelo
un'altra volta, almeno?
Fra un po'?"
Sorrido contento di sapere
che -un'altra volta-
non le risponderò.

2 comments:

Andrea Cobain said...

bello, 'sto blog

Intweetion said...

Grazie :)